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| Bar/Ristorante |
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| Lago di Moiry |
| Zona geografica |
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| Alpi Pennine Occidentali – Vallese |
INDICAZIONI STRADALI
Raggiungere l’abitato di Grimentz in Val d’Anniviers (Svizzera). Giunti all’ingresso del suggestivo paesino di montagna situato a ca. 1500 mt, seguire le indicazioni per lago di Moiry (Barrage de Moiry). Percorrere la stradina di montagna fino all’enorme muro della diga. Qui sulla sinistra troviamo la descrizione della ferrata apposta su una tabella e la possibilità di parcheggiare l’auto. Continuare sulla strada asfaltata per circa 100 mt fino a quando sulla destra troviamo un marcato sentiero con l’apposita segnaletica che ci condurrà sotto lo strapiombante attacco di questa meravigliosa via ferrata.
Altra possibilità di avvicinamento potrebbe essere quella di proseguire con l’auto fin sopra lo sbarramento dove troviamo un accogliente bar/ristornate e parcheggi. Lasciare qui la propria auto e ripercorrere a piedi la strada asfaltata fino a giungere in prossimità dell’attacco (ca. 10’). Altro percorso, attraversando la diga (a piedi), sulla destra c’è un evidente sentiero a zig zag che ci condurrà, anch’esso, all’attacco della ferrata. A voi la scelta!

Trascorrendo due meravigliosi giorni in Svizzera e precisamente a Grimentz nel bellissimo e suggestivo B&B Altitude Attitude (un posto incantevole, curato, accogliente e pulito; un grande ringraziamento va a Christine e a suo marito per l’immensa gentilezza e disponibilità ricevuta)
, troviamo di nostro interesse la ferrata di Moiry che sembra poterci regalare un’enorme quantità di adrenalina ma soprattutto uno scenario e un paesaggio più unico che raro. Così nella splendida giornata di ottobre, decidiamo di affrontare questo itinerario. Attendiamo che l’aria si riscaldi un po’ e il sole baci la roccia… dopo un po’ di attesa, siamo pronti! Giunti sotto l’attacco, ci imbrachiamo e istintivamente alziamo gli occhi per scrutare il nostro percorso.
Ebbene sì restiamo a bocca aperta. Il primo tratto si presenta tutto completamente verticale e super esposto. Un serie di staffe, che facilitano la progressione, sembra non finire mai. Così dopo un bel respiro partiamo. Staffa dopo staffa guadagniamo subito quota su questo sperone roccioso liscio e arduo. E’ d’obbligo ogni tanto la pausa, non tanto per riposare le braccia, ma per guardare il baratro che è sotto i nostri piedi e soprattutto per ammirare il bellissimo paesaggio circostante.


Al termine di questo tratto verticale, si procede su un breve traverso sempre molto esposto, passando accanto ad una madonnina custodita in un’insenatura rocciosa. Superato il traverso vi è di nuovo un tratto abbastanza verticale ed esposto che aggira la parete passando su un punto altrettanto esposto. Al termine di questo tratto ci troviamo su una comoda cengia e dinnanzi ad un bivio, termine del primo tratto classificato come D+. Per proseguire la ferrata abbiamo due strade: una classificata MD e un’altra ED. Scegliamo di continuare sul percorso MD (a sinistra) e subito di nuovo tratto verticale, sempre con esposizione molto forte che aumenta man mano che si sale. Ma tranquilli, il tutto è agevolato grazie alla presenza di numerose staffe che ci aiuteranno nella progressione.
N.B. Per coloro che dopo avere fatto il primo tratto vogliono abbandonare la ferrata, nessun problema! Scegliendo il percorso ED (a destra), dopo poche decine di metri si giunge in prossimità di un ponte tibetano (anch’esso molto esposto) e di una via di fuga che ci permetteranno di abbandonare in tutta sicurezza e facilità la ferrata.


Al termine di questo tratto ci aspetta nuovamente un bellissimo traverso adrenalinico e fortemente esposto. Le staffe che ci facilitano la progressione ci obbligano a guardare le centinaia di metri presenti sotto i nostri piedi. Con sangue freddo, determinazione e voglia di arrivare in vetta, si prosegue superando anche questo meraviglioso tratto.
Di nuovo un bivio e di nuovo due tipi di itinerari classificati sempre MD e ED. Scegliendo il percorso MD (a sinistra) con un nuovo tratto verticale sempre esposto, si giunge alla fine della ferrata. Scegliendo il tratto ED (a destra), quello che abbiamo percorso noi, si procede leggermente in discesa (DA PRESTARE MOLTA ATTENZIONE) e subito dopo si risale un bellissimo traverso dove il panorama, l’esposizione e l’adrenalina sono al massimo. Superato il traverso e girato l’angolo, ci ritroviamo dinnanzi una bellissima sorpresa: un bel tavolino in legno appoggiato su una cengia utile per poter degustare un buon pranzo in aria pura.

Alle spalle del tavolino, il tratto che rende la ferrata unica e suggestiva: una rete alta decine di metri che conduce al termine della ferrata. Per i più ardui e coraggiosi è l’occasione giusta di tirar fuori tutto il loro coraggio e affrontare questo bellissimo tratto. Qui, oltre al coraggio, siccome la rete si trova sotto uno strapiombo altissimo, è richiesto l’uso delle braccia per poter progredire sulla rete.
Per coloro che invece vogliono qualcosa di più “tranquillo”, possono imboccare la scaletta di fianco al tavolino e terminare la ferrata lungo questo tratto. Dopo la scaletta ci aspetta un duro traverso, dove in un punto è richiesta la forza nelle braccia per poter andare avanti. Terminato questo traverso si arriva su una comoda cengia e si risale il pendio erboso sino a giungere alla casetta sovrastante.

CONSIDERAZIONI
Come si evince dalla relazione, la ferrata è davvero molto esposta. La sconsigliamo a chi è alle prime armi e soprattutto a chi soffre di vertigini.
Nel complesso, la ferrata risulta ottimamente attrezzata. Nell’itinerario descritto sono presenti “più vie ferrate” tutte ottimamente segnalate negli appositi bivi. Prima di affrontare la ferrata consigliamo vivamente a tutti di guardare la mappa della via ferrata, presente sia a valle della diga sia dinnanzi al bar/ristorante e di “crearsi” mentalmente il proprio percorso in base alle proprie capacità tecniche e fisiche.
Sopra il bar/ristorante è presente una teleferica lunga circa 80 metri che vi potrà far vivere qualche istante di pura adrenalina e sensazione unica. La teleferica giunge sul percorso della ferrata e si può fare solo con l’ausilio di una guida.