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Punti d’appoggio
Ristorante Panzardi (non sempre aperto)
Traccia gps
/
Vetta
M. Alpi (1900 mt)
Zona geografica
Appennino Lucano

INDICAZIONI STRADALI 

Per raggiungere la base della parete, giungere in contrada Frusci (Castelsaraceno –PZ-) presso il Ristorante Panzardi. Da qui proseguire per circa 500 metri e, in prossimità del cartello indicante la contrada Frusci, svoltare a sinistra lungo una stradina dissestata. Lasciare l’auto in prossimità di un grosso albero e seguire la strada. Chi possiede una jeep o un’auto adeguata, può percorrere la stradina senza trovare difficoltà.
Proseguire lungo la stradina dissestata per circa 1 Km fino a quando sulla destra non si trova un cancello di ferro (di solito è aperto) dove svoltare. Proseguire lungo l’evidente sentiero. Si passa sotto una piccola cava dismessa e dopo circa 500 metri ci si trova davanti a una biforcazione. Seguire la strada a destra in salita, si passa davanti a due piante di agrifoglio, si scollina e ci si trova su un pianoro dove poter lasciare l’auto.

Dopo tanta attesa il 2 Giugno, insieme al mio amicone nonché grande “arrampicatore apuano” Marco Polidori, ci rechiamo in contrada Frusci (Castelsaraceno) alla base dell’imponente parete Ovest di Monte Alpi. Sembra la giornata perfetta per poter realizzare finalmente la tanto attesa e desiderata Via della Continuità. Una classica via d’arrampicata di montagna ben protetta, dove però la concentrazione e l’attenzione devono essere al massimo in quanto lungo la via è presente materiale instabile. La via ha una lunghezza di 10 tiri, ma gli ultimi 5 spesso non vengono fatti perché non sono presenti tiri particolari e affascinanti come i primi cinque.

Giunti sul posto capirete da subito che siete ai piedi della maestosa parete Ovest di Monte Alpi. Una parete immensa che solo con lo sguardo vi perderete nella sua grandezza e bellezza. Da qui, prendere l’evidente sentiero che attraversa il ghiaione (il primo ghiaione a destra) e va verso sud. Si attraversa un piccolo boschetto per poi riuscire sul ghiaione dov’è posta una pietra con il nome delle tre vie presenti su quella parte di parete. Continuare ancora sull’evidente sentiero e, prima di addentrarvi di nuovo nel bosco, potreste tagliare verso la parete lungo il ghiaione che vi condurrà proprio sotto l’attacco della via. PRESTARE MOLTA ATTENZIONE A SEGUIRE IL SENTIERO ALTRIMENTI RISULTERA’ DIFFICILE TROVARE LA VIA.

L’attacco della via è contraddistinto da una colata di gesso e la via della continuità attacca a destra di questa colata.

  • Il primo tiro (L1) molto bello e suggestivo, risale una placca di 20/25 metri con una difficolta di V grado.
  • Il secondo tiro (L2) risale per dei gradoni rocciosi fino a raggiungere una seconda placca rocciosa da superare. Il grado di difficoltà di questo tiro è di V grado lungo 20/25 metri.
  • Il terzo tiro (L3) risale lungo dei gradoni rocciosi di III grado per circa 35 metri fino alla base di un piccolo diedro.
  • Il quarto tiro (L4) consiste nel superare il diedro e risalire dei gradoni rocciosi fino a una nuova placca lisca. Il tiro è un III+ grado lungo circa 30 metri.
  • Il quinto tiro (L5) è il più bello e suggestivo di tutta la via. Si supera questa grande placca rocciosa di difficoltà VI grado per circa 40 metri sino a raggiungere, per gradoni rocciosi, l’anfiteatro (grande cengia situata a metà parete) dove è posta una sosta su un albero. Questa sosta è stata riattrezzata da noi perché il cordone presente non ci dava fiducia. Da qui il paesaggio è qualcosa di unico e sopra di noi si possono ammirare gli unici e spettacolari pini loricati esistenti all’interno del Parco Nazionale del Polino.
  • Il sesto tiro (L6) parte a destra della sosta percorrendo l’evidente canale per circa 50 metri con una difficoltà di IV grado fino alla sosta poco evidente. ATTENZIONE a questi tiri, in quanto il canale è molto pericoloso per via delle ripetute scariche di sassi.
  • Il settimo tiro (L7) risale ancora il grande canale per circa 40 metri su un grado di difficoltà di IV grado.
  • L’ottavo, il nono e il decimo tiro (L8-L9-L10) risalgono sempre il canale sino a uscire su una comoda cengia erbosa e risalendola si incontrano sporadicamente qualche affioramento roccioso. Gli ultimi tre tiri hanno un grado di difficoltà di III grado e non presentano nessuna particolarità, motivo per cui la maggior parte delle persone si ferma al quinto tiro.

La discesa viene svolta lungo la via di salita, sfruttando le soste che si sono incontrate precedentemente oppure quelle delle vie accanto.

CONSIDERAZIONI

La via della continuità è una via molto bella e affascinante. Prestare attenzione alla roccia instabile e si consiglia di portare con sé qualche friend e cordino per poter fare qualche “protezione volante” e anche qualche cordino o spezzone di corda da abbandono per poter sostituire o a volte creare le soste malandate. Si consiglia questo itinerario particolare nel suo genere e anche per il contesto paesaggistico dove si svolge questa suggestiva via d’arrampicata. Nel suo complesso, eccetto il quinto tiro, la via non presenta elevate difficoltà.
Lungo la parete Ovest di Monte Alpi sono presenti svariate vie d’arrampicata anche più difficili dell’itinerario da noi svolto.

Colgo l’occasione per ringraziare il mio amico Marco Polidori per aver trascorso con me questa tanto attesa giornata e per l’opportunità di fare questa nuova esperienza in montagna. Lo ringrazio ancora per gli insegnamenti che mi ha dato e che mi continuerà a dare quotidianamente.