| Punti d’appoggio |
|---|
| Agriturismo Alpe Mine Rifugio Tridentina |
| Traccia gps – Komoot |
|---|
| Download .gpx – Rocco Accinni Komoot |
| Vetta |
|---|
| / |
| Zona geografica |
|---|
| Livigno – Svizzera passo del Bernina |
| Portami al punto di partenza |
|---|
| maps |
DESCRIZIONE
Il secondo giorno della nostra vacanza a Livigno parte ancora con la carica del giorno prima. Purtroppo il tempo non è dei migliori, ma l’amico Marco insiste per uscire ugualmente: “O denti o ganasce!”, questo il suo motto. Partiamo direttamente dal nostro alloggio, gli appartamenti gestiti dall’Hotel Alba nel centro di Livigno.
Il giro previsto per oggi doveva spingersi in Svizzera verso la Val Minore, ma a causa del cielo grigio e incerto cambiamo itinerario last-minute e ci dirigiamo verso la Valle delle Mine. Seguiamo la strada asfaltata in direzione Mottolino e giungiamo a Trepalle, precisamente in località Eira, per una colazione e qualcosa di caldo.
Ripartiamo imboccando il sentiero sterrato che costeggia gli impianti e i trail del Mottolino, facendo una sosta davanti al famoso cacciabombardiere Fiat G.91. Proseguiamo sull’evidente sentiero sterrato (S0) fino all’arrivo della cabinovia Livigno-Mottolino. Qui ci prepariamo indossando le protezioni per imboccare il sentiero a destra, poco dopo la stazione della funivia. Inizia il primo trail del giorno: anche se il meteo non è dei migliori, la valle di Livigno è tutta sotto i nostri occhi.
Il trail passa a mezza costa su terreno battuto e rampe (difficoltà S1) sotto il Monte Sponda. Una volta superato il bike park Mottolino, ci addentriamo nel bosco mantenendo la valle alla nostra destra. Il tracciato è un continuo saliscendi a mezza costa, su terreno misto a tratti battuto e a tratti roccioso (difficoltà S1-S2), fino a raggiungere il suggestivo Baitel dal Moton da l’Al, un bellissimo bivacco in pietra con all’interno scorte di prima necessità rifornite dai passanti.

Da qui inizia la discesa (S2) verso la Valle delle Mine, sino a intersecare una strada bianca che percorriamo seguendo le indicazioni verso l’Alpe Mine, un bellissimo agriturismo. Raggiunta la struttura ci concediamo una pausa e qualche foto. Attraversiamo il fiume e passiamo dall’altro lato della sponda (senza percorrere la strada bianca) seguendo un sentiero evidente con fondo sconnesso in pietrisco e tratti con radici (S2), oltrepassando il Ponte degli Innamorati fino a rincasare verso la valle di Livigno.
Finora il tempo è stato clemente: pioggerellina leggera e qualche schiarita. Ci fermiamo e valutiamo se concatenare il giro saltato al mattino, ovvero la Val Minore. La decisione ci costerà cara, ma Marco è deciso e vuole proseguire.
Barretta veloce e via: seguiamo la ciclabile sterrata che costeggia la strada principale di Livigno in direzione Passo Forcola. Il tratto è pianeggiante fino ai pressi della Malga Alpe Vago. Da qui inizia la salita, ma purtroppo ricomincia a piovere. Marco non molla. Dopo un bello sforzo raggiungiamo il Passo Forcola e il Rifugio Tridentina. La pioggia sembra calare e proseguiamo imboccando il sentiero alla destra del rifugio. Da qui inizia una sezione di salita decisamente tecnica (S2) a mezza costa, su sentiero roccioso, sconnesso e a tratti esposto. Siamo ufficialmente in Svizzera!
Guadagniamo quota fino a circa 2.400 metri in prossimità di un bivio, dove la nostra traccia GPS indica di svoltare a destra, mentre la segnaletica verticale indica di proseguire dritto in salita. Decidiamo di goderci un po’ di discesa e seguiamo la traccia. Il sentiero diventa subito più impegnativo su fondo roccioso (S2-S3), costringendoci a fare anche un po’ di portage. Oltre alle difficoltà tecniche, il meteo peggiora: nebbia (per fortuna a banchi), pioggia e freddo. Ormai siamo in gioco e dobbiamo giocare. Proseguiamo sul sentiero, non sempre evidente (consigliamo caldamente di avere la traccia .gpx con voi), fino a quando davanti ai nostri occhi appare il magnifico Lej Minor, un lago glaciale dall’acqua limpidissima. Lo costeggiamo, ma il fondo è composto da sassi parecchio grossi e siamo costretti a spingere la bici. Nel frattempo, la pioggia si fa più fitta.


Superato il lago si riprende una traccia netta: un bellissimo trail in discesa con tratti flow e terreno sconnesso che ci fa perdere quota. Fortunatamente l’intensità della pioggia cala, permettendoci di godere di questa bellissima discesa tecnica (S2-S3) che aggira il Monte Piz Lagalb, che riusciamo solo a intravedere tra le nuvole. Il trail finisce proprio davanti alla stazione della funivia del Piz Lagalb, a poche centinaia di metri dalla ferrovia del Trenino del Bernina.
Giunti qui, purtroppo il meteo crolla definitivamente e la pioggia diventa battente. Il giro originale avrebbe dovuto continuare alle spalle del Piz Alv in direzione Lach dal Mònt, per poi ridiscendere a Livigno chiudendo un anello perfetto. Ma questa volta, da biker scrupolosi e coscienziosi, decidiamo di fermarci: sia per il maltempo, sia perché la carica delle batterie (avendo concatenato quasi due giri) inizia a scendere pericolosamente.
Copripantalone, giacca impermeabile e imbocchiamo la strada asfaltata in direzione del Passo del Bernina fino alla dogana di La Motta, per poi risalire verso il Passo Forcola. Viene giù il diluvio e l’acqua inizia a passare anche sotto i gusci. A pochi chilometri dal rifugio Tridentina, la batteria di Marco si spegne del tutto. Gli ultimi chilometri in forte salita lo mettono a dura prova. Giunti al passo inizia il vero “inferno”: la discesa verso Livigno su asfalto. Siamo bagnati fradici e la velocità, unita al vento gelido, trasforma gli ultimi 15 chilometri in pura sofferenza. Acqua in faccia, guanti fradici, scarpe zuppe. Bisogna solo stare concentrati, lucidi e pedalare con l’unico obiettivo di arrivare a casa.
Finalmente entriamo in appartamento: provati e zuppi dalla testa ai piedi, intimo compreso. L’unica cosa che desideriamo al mondo è una doccia bollente!
CONCLUSIONE: Considerazioni sul tour Valle delle Mine e Val Minore in MTB
In questo giro abbiamo osato molto. La Valle delle Mine è un trail stupendo, molto panoramico e con pochi tratti tecnici (che purtroppo abbiamo goduto poco a causa della visibilità). La Val Minore, invece, è uno spettacolo totale: i trail sono più tecnici, l’ambiente è selvaggio e tipicamente alpino, proprio quello che piace a noi. In definitiva, l’anello della Valle delle Mine e la Val Minore in MTB si è rivelato uno dei percorsi più completi ed emozionanti.
⚠️ Se decidete di affrontare questo itinerario, vi consigliamo vivamente di scaricare la traccia GPX e pianificare l’escursione al millimetro. La montagna a queste quote sa essere ostile. Ricordate inoltre che, entrando in territorio svizzero, il roaming dati potrebbe non funzionare: scaricate sempre le mappe offline prima di partire. Non fatevi prendere dall’ostinazione a tutti i costi come abbiamo fatto noi in un primo momento: saper rinunciare e girare la bici è la prima regola del vero biker. La montagna resta lì ad aspettarci!