| Punti d’appoggio |
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| Agriturismo Federia Rifugio Cassana (non sempre aperto) |
| Traccia gps – Komoot |
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| Download .gpx – Rocco Accinni Komoot |
| Vetta |
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| Bocchetta Leverone |
| Zona geografica |
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| Alpi |
| Portami al punto di partenza |
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| maps |
DESCRIZIONE
Se stai cercando un’avventura epica in alta quota, l’itinerario del Passo Cassana in MTB è un’esperienza cicloalpinistica che non dimenticherai facilmente.
Terzo e, purtroppo, ultimo giorno a Livigno. Ci svegliamo ancora con la sensazione di bagnato del giorno precedente, ma ogni ricordo della pioggia svanisce non appena apriamo le finestre: giornata strepitosa, sole splendente e nemmeno una nuvola. Se il buongiorno si vede dal mattino, oggi siamo decisamente in vantaggio.
Il dubbio del giorno, vista la meteo perfetta, è se ripercorrere il sentiero in Val Minore lasciato a metà il giorno prima o dirigerci verso il Passo Cassana, un altro grande obiettivo che avevamo programmato. Marco, durante la colazione, guarda un video su YouTube del Cassana ed è subito amore a prima vista: si va là!
Per chi non alloggia direttamente a Livigno, il punto di partenza ideale è il parcheggio di Ponte Calcheira.
Noi partiamo direttamente in sella, colazione fatta, diamo una rapida controllata alle bici, un colpo d’olio alla catena e via. Attraversiamo Livigno dirigendoci verso la splendida Val Federia. Passiamo nei pressi del Ristorante La Calcheira per il classico caffè mattutino e imbocchiamo il sentiero poco prima del locale, sulla sinistra (direzione Val Federia), per evitare il tratto asfaltato. È un bellissimo singletrack (S0) che costeggia il fiume immerso nel bosco, il quale emana ancora i profumi intensi rinvigoriti dalla pioggia del giorno prima
Lo percorriamo per circa 2-3 chilometri fino a quando troviamo un’amara sorpresa: il sentiero è chiuso per lavori di messa in sicurezza. Siamo costretti a tagliare attraverso un prato per riprendere la strada principale della Val Federia. Pedaliamo su uno stradone a tratti semi-asfaltato, godendoci la vista delle baite tradizionali e dei prati alpini che ormai si preparano all’inverno, mentre il panorama si apre dinanzi a noi.
Giungiamo a un bivio nei pressi di un ponticello: a destra troviamo le indicazioni per il Passo Cassana – Rifugio Cassana. Di fronte a noi il sentiero è ben visibile, così com’è evidente la sua pendenza severa. Ci aspettano poco più di 3 chilometri di salita dura, senza mai rifiatare, con una pendenza media costante intorno al 14% e strappi verticali che sfiorano il 30%. Il fondo è sconnesso e sassoso, ma nulla di tecnicamente proibitivo se si ha una buona gamba (o una buona gestione del motore). Si sale per circa un’ora tra numerosi tornanti che offrono la scusa perfetta per fermarsi, prendere fiato e ammirare il panorama della valle di Livigno da un lato e della Val Federia dall’altro, il tutto sovrastato da vette imponenti. Finalmente, dopo una bella faticata, raggiungiamo lo storico Rifugio Cassana (attualmente chiuso, ma ottimo come punto d’appoggio) per una pausa rigenerante, una barretta e cinque minuti di puro relax tra questo paesaggio che ci sorprende man mano che saliamo prima di riprendere la nostra ascesa al Passo Cassana in MTB.

⚠️ Un piccolo consiglio: Per chi affronta questo giro in E-Bike, raccomandiamo di gestire con molta intelligenza le assistenze su questa salita. Le pendenze estreme rischiano di prosciugare la batteria prima di aver raggiunto la quota massima.

Zaino in spalla, imbocchiamo il sentiero alle spalle del rifugio seguendo le indicazioni per il Passo Cassana in MTB (2.694 m), dove ci si ritrova esattamente sul confine di Stato tra Italia e Svizzera. Ricordatevi che qui il roaming dati potrebbe disattivarsi: è fondamentale avere le mappe offline sul telefono se lo usate come GPS.
Giunti a un bivio manteniamo la sinistra, puntando decisi verso la linea di cresta di fronte a noi (sulla sinistra. Non prendere il sentiero a destra in discesa verso la valle Chaschauna). Qui la segnaletica verticale inizia a scarseggiare; seguiamo la traccia di sentiero, evidente ma dal fondo molto sconnesso in pietrisco, a tratti esposta sulla cresta. Raggiungiamo una struttura (probabilmente un vecchio alpeggio o struttura militare!!!) dove approfittiamo per una breve pausa e per indossare le protezioni in vista del tratto successivo: un lungo e spettacolare traverso a mezza costa, stretto e abbastanza esposto. Lo affrontiamo con fermezza, calma e massima lucidità.
Al termine del traverso continuiamo a serpeggiare tra le creste con continui saliscendi su terreno molto sassoso, fino a raggiungere un pianoro dove lo sguardo viene letteralmente rapito dalla maestosità del Piz Lavirun, con il massiccio del Piz Bernina interamente innevato a fare da sfondo. Uno spettacolo della natura assoluto.

Scendiamo lungo un pendio ripido, scaricando l’adrenalina accumulata, per poi risalire una delle ultime creste prima di guadagnare uno stupendo punto panoramico. Decidiamo di salire su un cucuzzolo alla nostra destra, a quota quasi 3.000 metri, per goderci la visuale. Restiamo senza parole: il Piz Bernina si mostra in tutto il suo splendore davanti a noi. Calma, serenità, meteo eccellente e un ambiente totalmente SELVAGGIO: era esattamente tutto quello che cercavamo. Qui ne approfitto per fare qualche splendida ripresa aerea con il mio drone DJI.

Dopo la pausa, risaliamo in sella. Ora ci aspetta una lunghissima discesa fino in Val Federia. In questa sezione la segnaletica scarseggia quasi del tutto e dobbiamo affidarci al GPS per non perdere la traccia corretta. Dopo circa 3-4 chilometri di navigazione a vista tra praterie d’alta quota, rocce e tratti sconnessi, ritroviamo il sentiero principale. Lo seguiamo e in circa 45/60 minuti raggiungiamo la Val Federia. Questo ultimo tratto di sentiero è sempre ben evidente, con fondo sconnesso, sezioni su roccia fissa e qualche passaggio a mezza costa esposto.
⚠️ Prestare sempre la massima attenzione!
Giungiamo finalmente al bellissimo Agriturismo Alpe Federia, che avevamo già incrociato il primo giorno. Dopo un giro così epico, la sosta sul terrazzo è un obbligo morale: pizzoccheri, tagliere di salumi locali e una bella birra fresca!
Ricaricate le energie, riprendiamo le bici e imbocchiamo la comoda strada sterrata che dalla Val Federia, in poco meno di 45 minuti di rilassante discesa, ci conduce direttamente nel centro abitato di Livigno. È tempo di cambiarci, caricare le bici in auto e prendere la direzione per Milano. La nostra permanenza a Livigno è terminata, ma gli occhi sono pieni di vera montagna, amicizia ed esperienze.
CONSIDERAZIONI
Il percorso del Passo Cassana in MTB è un itinerario maestoso e altamente paesaggistico, ma non va assolutamente sottovalutato. Si svolge quasi interamente a quote elevate (tra i 2.500 e i 3.000 metri) in un ambiente aspro e selvaggio. Durante tutta la traversata in cresta non abbiamo incontrato anima viva: per questo motivo raccomandiamo la massima prudenza, un’ottima pianificazione oraria, abbigliamento adeguato e l’obbligo di avere con sé la traccia GPX su un dispositivo affidabile.
La difficoltà tecnica del fondo spazia principalmente tra l’S1 e l’S2, ma la presenza di passaggi esposti, sezioni di portage su fondo franoso e la quota ne alzano l’impegno complessivo, richiedendo in alcuni punti doti di guida da S3 ed ottima lucidità. Consigliato solo a biker esperti e con un ottimo allenamento.