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Parco delle Fucine

INDICAZIONI STRADALI

Per raggiungere questo meraviglioso posto, bisogna arrivare nel comune di Casto (BS), attraversarlo fino a incontrare una chiara indicazione che ci condurrà nel posto sopra descritto. Subito dopo un ponte molto stretto troverete un ampio parcheggio da dove partono la maggior parte degli itinerari.

Le ferrate di Casto sono situate in Valle Sabbia all’interno del Parco delle Fiucine e possono essere considerate come “palestre di roccia”. Nel complesso risultano più di 14 ferrate che possono essere affrontate anche separatamente, perciò ciascuno può crearsi il proprio giro in base alle proprie capacità. Le ferrate spesso si sviluppano una di fianco all’altra e c’è sempre la possibilità di ridiscendere tramite comodo sentiero. Oltre ad essere una “palestra di roccia”, questo posto è anche un paradiso terrestre dove potersi rilassare e godere la natura a 360 gradi. Vi è la possibilità di fare ponti tibetani, lanciarsi nel vuoto assicurati da carrucole e trovare una comoda area ristoro / pic-nic che sarà a vostra completa disposizione.

Insieme a mio fratello, dopo aver percorso la ferrata Nasego, decidiamo di fare una visita a questo luogo meraviglioso. Giunti a destinazione non resistiamo alla tentazione di indossare l’imbrago e provare a fare una delle ferrate presenti. Decidiamo di fare una ferrata dal contesto ambientale diverso dalle altre: Ferrata Stretta di Luina.
La ferrata Stretta di Luina parte, come tutte le altre ferrate, dal parcheggio. Si seguono, in direzione del fiume, le indicazione del percorso BLU. Un percorso che ci condurrà al punto d’inizio della ferrata per poi concludere l’escursione con un giro ad anello.
Questa ferrata è sviluppata per buona parte all’interno di un canyon naturale scavato tra pareti di roccia strapiombanti alte decine di metri. Si affrontano passaggi molto semplici in uno scenario suggestivo. L’unica attenzione da porre è quella della roccia umida e degli appigli metalli che, in caso di scarpe umide, potrebbero essere scivolosi. A circa metà ferrata troviamo un bellissimo ponte tibetano che attraversa l’intero fiume. L’ultimo tratto passa per un canale con zolle di terreno un po’ instabili. Terminata la prima parte di ferrata, si ridiscende  attraverso un comodo sentiero per poter ripercorrere nuovamente un altro tratto di ferrata molto simile al precedente. Questa volta però abbiamo due varianti che ci condurranno allo stesso punto. Noi decidiamo di svoltare a sinistra e di immergerci nelle gole di roccia. Qui troviamo un nuovo ponte tibetano molto più alto e bello, a livello paesaggistico, di quello precedente. Terminato questo tratto, sulla sinistra troviamo l’inizio di due ferrate che risalgono la roccia sopra di noi. Queste due ferrate però risultano più difficili dei tratti appena superati, sono molto più verticali ed esposte, soprattutto la n. 14 dov’è richiesto anche l’uso delle braccia. Se uno vuole, le due ferrate si possono saltare percorrendo l’evidente sentiero sempre segnalato con il colore BLU e, una volta giunti sulla strada asfaltata, prendere il sentiero in salita sulla sinistra. Sia le ferrate che il sentiero portano a percorrere un nuovo ponte tibetano. Il sentiero continua nuovamente con un tratto di ferrata a pelo d’acqua sul fiume per terminare poi al punto di partenza.

CONSIDERAZIONI

La ferrata non presenta grosse difficoltà tecniche, se non i due tratti verticali classificati più difficili rispetto agli altri tratti.
Il paesaggio circostante è favoloso e unico nel suo genere.