| Punti d’appoggio |
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| Rif. Nasego |
| Traccia gps |
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| download |
| Vetta |
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| M. Corna di Savallo (1436 mt) |
| Zona geografica |
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| Valsabbia |
INDICAZIONI STRADALI
Raggiungere l’abitato di Casto (BS) attraversandolo in direzione di Lodrino-Bs, dopo alcuni tornanti si lascia la SS.237 deviando a destra per la frazione di Briale. Si attraversa quest’ultima imboccando una stradina molto stretta e dissestata seguendo le varie indicazioni per il rifugio Nasego -località Comero. Percorrendola con molta attenzione, si giunge in un ampio spiazzale con parcheggio coperto. Qui possiamo trovare le varie segnaletiche dei percorsi presenti.
Lasciando l’auto nell’ampio spiazzale, si seguono le indicazioni per la Ferrata Nasego e in circa 10/15 minuti di cammino si giunge all’attacco della ferrata.
La ferrata è divisa in cinque sezioni.
Per la discesa, percorrere l’evidente sentiero in cresta (ATTENZIONE: prestare la massima accortezza in caso di terreno bagnato e/o innevato). Dopo pochi passi è possibile avvistare già il rifugio Nasego. Arrivati in prossimità del rifugio, ci sono varie soluzioni per poter ridiscendere: da quella meno ripida e più semplice a quella con una pendenza maggiore ma con tempi di arrivo minori. Noi decidiamo di percorrere la via più breve e, attraversando l’interno del rifugio, percorriamo il sentiero che inizialmente passa sotto i cavi della teleferica. Il sentiero è molto ripido e franoso con una notevole pendenza ma in circa un’ora di cammino arriviamo al parcheggio coperto dove ci attende la nostra auto.
CONSIDERAZIONI
La ferrata non presenta grosse difficoltà tecniche se non in alcuni punti dove è richiesto l’uso delle braccia o una buona tecnica di arrampicata. E’ una ferrata con uno sviluppo abbastanza lungo. Principalmente nel primo tratto (ma anche in alti punti della ferrata) prestare massima attenzione all’instabilità della roccia soprattutto se sotto di voi ci sono altri escursionisti. Altra accortezza da avere è sul sentiero che bisogna percorrere per passare da un tratto all’altro in quanto è molto esposto in alcuni punti e, in caso di terreno bagnato diventa molto pericoloso. Il percorso è piuttosto interessante dal punto di vista della varietà dei passaggi e questo in particolare dopo le prime sezioni.
Massima attenzione va posta anche sul sentiero che dalla croce di vetta conduce al rifugio Nasego.
