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Punti d’appoggio
Funivia Piani D’Erna – Rif. Stoppani – Rif. Azzoni
Traccia gps
/
Vetta
M. Resegone (1875 mt)
Zona geografica
Alpi Orobie – Prealpi Bergamasche

INDICAZIONI STRADALI 

Una delle nostre prime ed emozionanti ferrate è stata sicuramente quella della GAMMA 1.

Per arrivarci da Milano bisogna giungere a Lecco in superstrada e seguire le indicazioni Valsassina. Salire sulla Funivia per i Piani d´ Erna (625 mt), dove troverete un ampio parcheggio con l’accesso alla funivia e ad alcune aree ristoro. Da qui è possibile vedere in lontananza la croce che segna la fine della ferrata.

Dal parcheggio, a destra degli impianti di risalita, si scorge il cartello del sentiero n.1 che conduce al rifugio Stoppani, alla vetta del Resegone e all’attacco della via ferrata. Dopo circa 20’ di cammino su una mulattiera, sulla sinistra si trova un cartello indicante la deviazione per la ferrata. Da qui, attraverso un sentiero molto ripido, in circa 10 minuti (per chi ha un po’ di fiato), si arriva sotto l’enorme bastionata rocciosa della ferrata.

A questo punto è ora di prepararsi per la risalita, indossando l’imbrago, il casco e i guanti.

I primi tratti possono essere, per chi non è molto pratico, abbastanza complicati  in quanto non presentano molti appigli naturali e quindi c’è bisogno dell’ utilizzo di una catena. Dopo questi pochi metri, si continua a risalire lungo la catena fino ad arrivare ad un tratto verticale in cui sono presenti  ripetute scale per poterlo superare. Continuando il percorso  tra l’alternarsi di scale e facili passaggi su roccia con catena, si arriva ad un particolare passaggio di un breve traverso abbastanza esposto. Superato questo punto, si arriva su una “terrazza panoramica” dov’è possibile fermarsi per  ammirare lo splendido paesaggio.
Verso destra, immettendosi nel bosco, parte un sentiero che porta al rifugio Stoppani, considerato come una via di fuga.
Andando a sinistra, invece, si procede verso la seconda parte della ferrata. L’inizio di questa seconda parte si presenta abbastanza facile, superando facili rocce attrezzate con catena e un canalino, dove la catena viene utilizzata solo come sicura.
Usciti da questo canale ci si avvicina alla parte più suggestiva della ferrata. Si intravede il ponte tibetano (di recente costruzione). Prima di arrivarci però bisogna attraversare un passaggio su roccia un po’ particolare in cui, a volte, è necessario l’ausilio della catena. Oltrepassato  questo passaggio, si arriva sul ponte tibetano che per chi non volesse attraversarlo, può superarlo passando da una via sottostante. Dopo aver attraversato i pochi metri di ponte tibetano, inizia la parte finale della ferrata, passando su semplici rocce, creste e un ponte a fune di circa 5 mt  su un paesaggio mozzafiato. Si supera ancora qualche tratto su brevi scale che conducono alla fine della ferrata, dov’è posta una grande croce su un “balconcino panoramico” che dà una meravigliosa veduta su tutto il lecchese.

Per la discesa abbiamo due possibilità: prendere l’impianto di funivia che ci riporta a valle al parcheggio o proseguire lungo il sentiero che ci porta al rifugio Stoppani per poi ridiscendere, sempre lungo il sentiero, al parcheggio iniziale, il tutto in una tempistica di circa 1,30 h.

CONSIDERAZIONI

La ferrata non presenta  grandi difficoltà se non in alcuni tratti. Si mostra molto semplice e soprattutto molto panoramica. Anche se le numerose scale che si incontrano sono un’arma a doppio taglio poiché agevolano la salita guadagnando subito quota, ma nello stesso tempo richiedono qualche sforzo fisico in più. E’ sconsigliata per chi soffre di vertigini in quanto presenta alcuni tratti molto esposti soprattutto nella prima parte.
Si raccomanda di affrontarla sempre in sicurezza indossando imbrago, guanti, casco e kit da ferrata adeguato (no longe auto costruite senza dissipatore).

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