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Punti d’appoggio
Rif. Lupi di Brembilla
Traccia gps
/
Vetta
M. Coren (1343 mt)
Zona geografica
Alpi Orobie

INDICAZIONI STRADALI 

La ferrata della madonnina del Còren è situata nella Valbrembana (Bergamo).
Raggiungere l’abitato di Brembilla (Bergamo) e seguire le indicazioni per la piccola frazione di Cavaglia (Bergamo, 837 mt). Dopo aver superato il centro abitato di Brembilla prendere la tortuosa strada che conduce in questa piccola frazioncina. ATTENZIONE: Se impostate il navigatore inserite VALBREMBILLA, altrimenti vi condurrà in altro luogo.
Giunti a Cavaglia, lasciare l’auto a bordo strada in quanto non sono presenti parcheggi.

PICCOLA NOTA STORICA SU VALBREMBILLA. Brembilla venne rasa al suolo nel 1443 dal governo di Venezia. Da allora gli ex abitanti presero il cognome Brembilla per ricordare le loro origini. Ritornarono in valle nel 1545.

Da qui, ci si addentra all’interno di questa rustica frazione caratterizzata da case rurali con ballatoi in legno, attraverso una scalinata che conduce in cima alla piazzetta. E’ subito evidente l’indicazione del sentiero n.569  il quale si addentra all’interno del bosco. Dopo circa 5’ di cammino ci troviamo dinnanzi ad un bivio dove prendiamo il sentiero di sinistra. Il percorso è molto suggestivo in quanto alternato da tratti di sentiero dove affiorano piccole rocce e man mano che si sale si intravede il monte Còren (1343 m) e tutta la valle sottostante. Dopo circa 30’ di cammino con tratti di notevole pendenza, si guadagna quota fino a XXX dove ci ritroviamo di fronte ad un bivio e seguiamo le indicazione  “SENTIERO ATTREZZATO”. Da qui in circa 5’ giungiamo all’attacco della ferrata a quota 1105 mt.

La partenza è caratterizzata da gradini rocciosi che traversano verso destra portando ad una piccola placca (ca. 3/4 m) ; la si supera in modo semplice grazie alla presenza di appoggi artificiali per i piedi. Si supera una lunga rampa che in caso di roccia bagnata risulta pericolosa in quanto è molto scivolosa. Subito dopo ci troviamo di fronte ad un breve tratto verticale che si supera agevolmente grazie alla presenza di staffe metalliche.
Da qui, alziamo gli occhi e possiamo notare l’imponente parete rocciosa che ci sovrasta e, dal lato opposto, possiamo godere di un paesaggio unico che si affaccia sulla Valbrembana.
Si continua su un terreno erboso alternato a qualche breve tratto verticale su roccia ricca di appoggi e appigli. Superato questo tratto ci troviamo difronte al tratto più tecnico della ferrata: uno spallone roccioso più esposto e quindi anche più asciutto che si oltrepassa facilmente grazie alla presenza di molteplici appigli rocciosi. Si supera questo spallone roccioso in una simpatica arrampicata, guadagnando notevolmente quota. Superato questo tratto, ci si trova su un terreno misto tra roccia e erba per giungere di nuovo ad un tratto verticale da superare in arrampicata sfruttando i molteplici appigli. Questo tratto, man mano che lo si risale,  addentra nel bosco dove la catena termina. Qui si segue l’evidente traccia di sentiero abbastanza ripida con la presenza di simpatiche rocce da superare in arrampicata (molto banale). All’improvviso ci troviamo di fronte ad una piacevole sorpresa: una meravigliosa grotta. Ebbene sì, la ferrata si addentra, in modo molto suggestivo, all’interno di questa grotta. Un primo tratto verticale si supera in modo molto semplice grazie alla presenza di staffe metalliche, adottando a volte la tecnica di contrapposizione. Man mano che si sale, la grotta si stringe ed a volte è richiesto l’uso delle braccia per poter continuare. Superato il primo tratto si continua affrontando un traverso in leggera salita con buoni appoggi e appigli naturali notando un effetto di luci unico nel suo genere, proveniente dall’uscita e, in giornate soleggiate e luminose, non si richiede l’ausilio delle lampada frontale. All’uscita di questo suggestivo tratto, un pulpito è delimitato da due catene, mentre per la ferrata fare un inversione verso destra e risalire un evidente canale stretto risalendo alcuni grossi massi con l’ausilio di staffe metalliche. Salendo il canale si stringe assumendo la fisionomia di un camino. Questo tratto non risulta semplice, quindi prestare attenzione. Usciti dal camino troviamo l’ultimo tratto verticale da superare sfruttando i molteplici appigli e appoggi per non stancarsi. Questo tratto risulta un po’ più difficile rispetto a tutta la ferrata ed è possibile aggirarlo grazie alla presenza del sentiero che conduce ugualmente in vetta. La ferrata termina in prossimità di una croce, dove il paesaggio è qualcosa di unico nel suo genere regalandoci un’ulteriore sorpresa. Purtroppo non siamo riusciti a goderci in pieno questo meraviglioso spettacolo a causa della presenza di nebbia.

Una volta in vetta per la discesa, seguire l’evidente sentiero. Durante la discesa troviamo qualche tratto attrezzato con catene e scala e subito dopo ci troviamo ad un incrocio che ci condurrà al punto di partenza della nostra escursione. Andando dalla parte opposta giungiamo al rifugio Lupi di Brembilla, dove con un piacevole giro ad anello attraverso il bosco, ritorniamo a Cavaglia.

CONSIDERAZIONI

La ferrata è molto particolare e caratteristica grazie alla presenza del tratto attrezzato nella grotta dove consigliamo comunque di portare una lampada frontale per essere sicuri di poter avere una visione ottimale. Anche il paesaggio che si può ammirare in vetta è molto suggestivo e bello. Nel complesso non presenta grossi difficoltà tecniche, se non qualche ostico passaggio nella grotta e nel tratto finale. Prestare attenzione anche nella discesa in quanto sono presenti alcuni tratti abbastanza scivolosi.
ATTENZIONE: La ferrata è sconsigliatissima nelle giornate successive a forti piogge in quanto ci sono tratti poco esposti e quindi la roccia si presenta molto bagnata e pericolosa, soprattutto il tratto in grotta che potrebbe risultare impraticabile o pericolosissimo. Inoltre segnaliamo la presenza di zecche all’interno del bosco quindi consigliamo di essere muniti di apposito spray e di fare un accurato controllo una volta tornati a casa.