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Punti d’appoggio
 Cerchiara di Calabria
Traccia gps
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Vetta
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Zona geografica
 Parco Nazionale del Pollino

INDICAZIONI STRADALI 

Raggiungere il bellissimo centro urbano di Cerchiara di Calabria  situato all’interno del Parco Nazionale del Pollino. Giunti in paese, attraversarlo fino ad arrivare dinanzi alla caserma dei carabinieri dove sono presenti sufficienti parcheggi contrassegnati per poter parcheggiare l’auto. Da qui si prosegue a piedi.
Prima della caserma dei carabinieri (direzione San Lorenzo di Bellizzi) sulla sinistra c’è una piccola stradina che scende al depuratore di Fontana Vecchia dove è posto anche un cartello indicante la ferrata.
Si scende lungo questa stradina, ad un bivio si prosegue verso sinistra passando accanto al depuratore e poi si imbocca un sentierino poco evidente che ci condurrà in fondo alla gola.

Si costeggia il fiume sino ad un evidente salto dov’è posto l’attacco della ferrata. Prestare attenzione in quanto sono presenti due rami, a destra e a sinistra. Il ramo della ferrata del Caldanello è quello posto sulla sinistra, mentre quello sulla destra è attualmente chiuso.

Attacco della Ferrata

ferratacaldanello

Indicazioni per raggiungere l’attacco

La ferrata è posta sulle pendici del monte Sellaro, un vero gioiellino cui sembra non mancare proprio nulla: due belle vette, articolate falesie con itinerari di roccia, vasti boschi di lecci, faggi, abete, terme solfuree, un meraviglioso santuario risalente al 1100 (Santa Maria delle Armi), una pronunciata forra e una bellissima ferrata. Questa ferrata è stata ideata a fine anni ’80 e si divide in due tronconi sulle opposti pareti. La ferrata del Caldanello è stata riaperta nel luglio 2016 dopo un periodo di manutenzione e ripristino di punti obsoleti.
La ferrata inizia subito con un bel traverso comodo ma esposto. Si prosegue camminando su una cengia per diversi metri immergendosi sempre più tra le ripide pareti rocciose. Dopo qualche centinaia di metri ecco che troviamo il primo tratto verticale. Lo si supera senza grossi problemi anche grazie all’ausilio di staffe che facilitano la progressione. Questo tratto, abbastanza esposto, ci fa guadagnare un po’ di quota. Si riparte di nuovo su un comodo traverso. Dinanzi a noi possiamo ammirare l’altra sponda del canyon dov’è presente, ben visibile, l’altra ferrata attualmente chiusa. Dopo aver percorso qualche centinaia di metri ci ritroviamo dinanzi un secondo tratto verticale molto breve e più semplice del precedente dove, vista la quantità di appigli e appoggi naturali, è possibile provare a non usare il cavo. Piccolo traverso e di nuovo un ulteriore tratto verticale molto bello su una comoda cresta. Alla fine di questo tratto si riparte con un nuovo traverso dove sono presenti un paio di punti esposti sotto un baratro di qualche centinai di metri. Eccoci poi al tratto verticale (secondo noi) un pò più tecnico di tutta la ferrata. In questo tratto è richiesta un po’ di tecnica e un pò di forza nelle braccia. Terminato questo passaggio, possiamo dire che siamo quasi alla fine. Ulteriore traverso su comoda cengia e poi ultimi metri verticale che ci fanno sbucare sotto i ruderi di un vecchio castello, punto dove termina la ferrata.
Da qui, seguendo una traccia di sentiero si scende in paese, dove passando attraverso suggestivi vicoli, si arriva sulla strada principale arrivando in circa 20’ alla macchina.

CONSIDERAZIONI

La ferrata è molto particolare in quanto si addentra all’interno di questo grande canyon e poi man mano lo si risale fino a giungere nella parte alta del paese. L’itinerario si svolge maggiormente su cenge dove ci sono punti abbastanza esposti. E’ resa attraente dai quei piccoli tratti verticali che affascinano e rendono questa ferrata non noiosa. Nel complesso non sono presenti tratti difficili e particolari se non qualche piccolo passaggio su l’ultimo tratto verticale.
Dopo aver percorso la ferrata è d’obbligo allungarsi a fare una visita al santuario Madonna delle Armi per ammirare questo affascinante monastero incastonato nella roccia, risalente all’anno 1000 e, il bellissimo paesaggio che lo circonda. Scendendo, altra tappa molto suggestiva sono le terme solfuree (Grotta delle Ninfe).
Tornando a casa, non poteva mancare l’abbinamento mare – montagna… un connubio perfetto. Così, passando da Roseto Capo Spulico, non abbiamo resistito a fare un tuffo nell’acqua cristallina del mar Ionio terminando così la bellissima giornata.