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Punti d’appoggio
Baveno
Traccia gps
/
Vetta
M. Camoscio

(890 mt)

Zona geografica
Alpi Pennine

INDICAZIONI STRADALI 

Raggiungere l’abitato di Baveno situato sulle sponde del Lago Maggiore. Una volta arrivati nel centro abitato seguire le indicazioni per “Camping Tranquilla”. Parcheggiare l’auto nelle vicinanze del camping o al massimo, in caso di poca gente, proseguire in auto ancora per un po’ (seguendo le indicazioni per la ferrata) e parcheggiare in una piccola piazzola sulla sinistra.
In entrambi i casi, seguire successivamente l’ottima segnaletica per l’attacco della ferrata (sentiero M3 in ca. 40’).

Noielamontagna è sempre alla ricerca di cose nuove e suggestive. Ecco allora che non potevamo non visitare il bellissimo lago Maggiore ed affrontare una delle ultime ferrate, inaugurata nel luglio 2016: la FERRATA DEI PICASASS.
Dopo un ripido sentiero di avvicinamento, attraversando un bellissimo castagneto, giungiamo finalmente all’attacco della ferrata dove possiamo prenderci una pausa rilassante per ammirare le sponde di questo meraviglioso lago. La pausa non è lunga perché la voglia si salire in vetta è forte, così subito ci imbraghiamo e…. via sulla ferrata.

La ferrata si presenta subito molto bella. I primi metri sono verticali, ma a facilitare la progressione troviamo numerose staffe. L’itinerario si sposta poi leggermente a sinistra con un banale traverso per poi ricominciare con un nuovo tratto verticale che termina su un comodo terrazzino grazie al quale possiamo ammirare il panorama mozzafiato. Si riprende su un comodo sentiero sempre assicurati al cavo che ci condurrà dinnanzi ad una piccola sorpresa: una caverna. Incuriositi dal buio della terra, ci addentriamo per curiosare, ma dopo poche decine di metri il tutto termina con una frana che ostacola il passaggio. Ritorniamo indietro sui nostri passi per riprendere la ferrata.

L’itinerario riparte nuovamente con un bel tratto verticale anche un po’ esposto che termina su una piccola cengia vicina al punto, secondo noi, più bello e anche un po’ più tecnico e difficile di tutta la ferrata: il traversino.
Dalla cengia si riparte con un bel traverso molto esposto verso destra, dove  il paesaggio è qualcosa di unico. Consigliamo qualche bella foto con lo sfondo del lago Maggiore. Passato questo tratto si riparte nuovamente con un tratto verticale lungo ed esposto, dove però troviamo sempre numerose staffe che facilitano la progressione.

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Al termine di questo tratto traversiamo verso destra su una comoda cengetta e di nuovo un brevissimo tratto verticale dove alla fine dobbiamo nuovamente traversare, ma questa volta verso sinistra per poter percorrere gli ultimi metri verticali prima di giungere un’ampia terrazza dove è obbligatorio fermarsi, mettere lo zaino a terra e… godersi le meraviglie della natura!
Lago, montagne, profumi, libertà, pace e serenità: questi sono gli ingredienti che possiamo trovare in questo paradiso terrestre. Ci distendiamo per una breve pausa, prima di ripartire è d’obbligo anche lasciare un ricordo sul diario del C.A.I. di Baveno che troviamo  ben custodito in una cassettina metallica.dsc_0039

Si riparte passando su un’evidente traccia di sentiero per giungere nuovamente all’attacco del nuovo tratto di ferrata. Si riparte nuovamente con una deviazione verso sinistra che termina su un’ampia cengia. La ferrata continua passando su un breve filo di cresta. Qui il cavo termina e seguendo la traccia di sentiero ben segnalato, si giunge ad un nuovo tratto di ferrata. Questa parte d’itinerario è ben visibile da dove ci troviamo. Se alziamo gli occhi, possiamo vedere interamente la traccia della ferrata, una traccia tutta a zig-zag alternata da qualche breve e semplice passaggio verticale. Questo tratto termina in prossimità di una nuova sorpresa: il ponte tibetano!

Il ponte tibetano è possibile bypassarlo attraverso un piccolo tratto sempre in ferrata.

Per coloro che vogliono provare l’ebbrezza di camminare su un cavo d’acciaio possono attraversare il ponte e successivamente si troveranno a concludere la ferrata passando su una piccola cresta che condurrà alla croce sulla vetta del Monte Camoscio (890 mt), termine della ferrata.

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Anche in vetta, la pausa è obbligatoria per poter ammirare a 360° il lago Maggiore con le sue isole: le Isole Borromee e le Isole di Brissago.
Qui è possibile togliersi l’attrezzatura comodamente. dsc_0054
Per la discesa, seguire l’evidente traccia ottimamente segnalata (sentiero M3) che ci ricondurrà al punto di partenza in circa 1h e 30’. Attenzione soltanto ad un bivio (troverete nuovamente un diario del C.A.I. di Baveno), qui bisogna svoltare a sinistra continuando a seguire la segnaletica per Baveno M3.

CONSIDERAZIONI

La ferrata si presenta ben attrezzata su una roccia molto compatta. Non presenta tratti notevolmente difficili se non il piccolo passaggio sul traversino che risulta esposto più che difficile, ma nulla di complicato.
Il resto della ferrata, anche i tratti verticali, non presentano grosse problematiche grazie alla presenza di numerose staffe, tanto è che Noielamontagna la classifica come una ferrata facile (F) con il passaggio sul traversino poco difficile (PD).
L’itinerario non si sviluppa a quote elevate e perciò potrebbe essere percorribile tutto l’anno con le giuste condizioni meteo. Sconsigliamo di affrontare la ferrata in caso di umidità, in quanto sia la roccia sia le staffe potrebbero essere molto scivolose.
Da prestare un po’ di attenzione durante il sentiero di avvicinamento che risulta molto ripido e soprattutto quello in discesa, che in caso di umidità potrebbe essere, oltre che ripido, anche scivoloso. Si consiglia vivamente l’uso dei bastoncini telescopici per non sforzare notevolmente le articolazioni.