| Punti d’appoggio |
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| Bar/Ristorante – Cabane de Moiry |
| Traccia gps |
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| download |
| Vetta |
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| Pointe de Mourti (3564 mt) |
| Zona geografica |
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| Alpi Pennine Occidentali – Vallese |
INDICAZIONI STRADALI
Raggiungere l’abitato di Grimentz in Val d’Anniviers (Svizzera). Giunti all’ingresso del suggestivo paesino di montagna situato a ca. 1500 mt, seguire le indicazioni per lago di Moiry (Barrage de Moiry). Percorrere la stradina di montagna fino all’enorme muro della diga. Proseguire con l’auto fin sopra lo sbarramento dove troviamo un accogliente bar/ristornate e parcheggi. Qui possiamo parcheggiare e iniziare già la nostra escursione. Altrimenti, seguire sempre la strada asfaltata a sinistra del lago, fino a giungere dinanzi ad uno sbarramento e lì parcheggiare nell’ampio piazzale a 2344 mt.

Dopo la bellissima e adrenalinica ferrata di Moiry, incuriositi dalle maestose montagne innevate di fronte a noi, decidiamo di andarle a vedere più da vicino. Cosi dal bar/ristorante, in circa 5’ di macchina giungiamo ai piedi del maestoso ghiacciaio di Moiry. Parcheggiamo e ci fermiamo ad ammirare il laghetto (lac de Glacier), molto piccolo ma completamente ghiacciato.

Lo sguardo è fisso sulle montagne ghiacciate e guardandole con attenzione nei loro particolari, scrutiamo un rifugio appollaiato su un colle davanti alla seraccata di ghiaccio. Ecco che si accende una piccola illuminazione! “Voglio andare lì” dico a mio fratello Vincenzo e lui non esita a pensarci due volte e lo vedo subito diretto verso la macchina a prendere lo zaino e i bastoncini da trekking. Siamo pronti per questa nuovissima avventura tra le meravigliose Alpi Pennine. Il rifugio si chiama “Moiry” (Cabane de Moiry) a 2825mt e così iniziamo a seguire la segnaletica presente.
Il percorso inizia subito su un sentiero battuto molto ampio. Dopo poche centinaia di metri si passa su un ponticello artigianale fatto di alcune tavole che passano al di sopra di un fiumiciattolo.

Da qui la pendenza del sentiero inizia a farsi sentire, si passa su una specie di cresta molto ampia dove possiamo ammirare interamente il laghetto ghiacciato sottostante ma soprattutto iniziamo a scorgere l’inizio del ghiacciaio e il rifugio. Passato questo tratto, il sentiero diventa più pianeggiante e si giunge ad un bivio dove manteniamo la sinistra sempre in direzione del rifugio.

Subito dopo di nuovo un ulteriore tratto in forte pendenza che ci fa sbucare su una bellissima cresta abbastanza stretta e anche un po’ esposta. Da questo punto è possibile già godersi il suggestivo paesaggio. Da un lato il bellissimo ghiacciaio (anche se un po’ sofferente a causa dei cambiamenti climatici) con le sovrastanti e imponenti montagne, dall’altro lato invece possiamo ammirare pinnacoli rocciosi che si innalzano verso il cielo. La luce del sole bacia le rocce e il ghiacciaio, regalandoci uno scenario davvero speciale con colori unici. Continuiamo lungo la cresta sino a quando siamo costretti a scendere per seguire il nostro sentiero.
Per coloro che non vogliono salire in cresta, c’è un ulteriore sentiero che passa sotto di essa.

Discesi dalla cresta, percorriamo poche centinaia di metri su un sentiero pianeggiante e poi… Questa è la parte secondo noi più impegnativa del percorso. D’ ora in poi, fino al rifugio, il percorso si presenta tutto su notevole pendenza, ma soprattutto su un terreno con sassi instabili. Prestare la massima attenzione! Non smuovere sassi soprattutto se ci sono persone sotto di noi. Proseguiamo lungo l’evidente traccia, seguendo la segnaletica fino a quando giungiamo dinanzi ad un tratto non percorribile a causa del ghiaccio.

Siamo costretti ad uscire fuori dal percorso e trovare una strada secondaria per oltrepassare questo punto. La troviamo! Aggiriamo il ghiaccio e riprendiamo il sentiero. Qui troviamo anche delle catene fisse che ci aiutano nella progressione. Continuiamo per altri quasi 20’ su questo tipo di terreno, “zigzagando” per ridurre la pendenza e la fatica. Finalmente il tratto più insidioso termina. Ora dobbiamo passare su un largo sentiero fatto di grandi massi tutti incastrati e instabili. Iniziamo ad intravedere anche il tetto del rifugio e così capiamo che siamo giunti a destinazione.


Giunti in prossimità dell’immenso rifugio, non ci resta che goderci il paesaggio. Da questa posizione possiamo ammirare l’intero ghiacciaio di Moiry, bianco accecante che si staglia nell’azzurro intenso del cielo e l’imponente massiccio del Pointe de Mourti (3564 mt), i quali ci regalano uno spettacolo unico. Vedere un ghiacciaio così da vicino, con tutti i suoi crepacci, è sempre qualcosa di suggestivo e speciale.

Alle spalle del rifugio possiamo ammirare l’ Aiguilles de la Lé, una montagna completamente rocciosa che spicca verso il cielo azzurro di quella meravigliosa giornata.

Inoltre possiamo guardare l’intero lago di Moiry con il colore turchese dell’acqua e il rosa acceso dei fiori sulla riva. Mille sfumature di colori che riempiono i nostri occhi!
Baciati dagli ultimi raggi di sole decidiamo di terminare la nostra stupenda giornata e ci incamminiamo verso l’auto seguendo il percorso fatto in salita.
CONSIDERAZIONI
Il percorso descritto nella prima parte non presenta nessuna difficoltà, viceversa nella seconda parte oltre alla pendenza camminiamo continuamente su un tipo di terreno molto instabile. Prestare quindi la massima attenzione a non smuovere sassi soprattutto se abbiamo altri escursionisti alle nostre spalle.
In più nei periodi a cavallo tra l’autunno e l’estate, alcuni tratti potrebbero essere ghiacciati a causa della loro esposizione e dell’acqua che vi scorre. PRESTARE ATTENZIONE!
Inoltre consigliamo vivamente l’uso dei bastoncini da trekking sia in salita che soprattutto in discesa, potrebbero rivelarsi molto utili,per le nostre articolazioni. Vogliamo ricordare a tutti che una volta giunti al rifugio, da qui partono innumerevoli escursioni sia sul ghiacciaio che su vie d’arrampicata.

