| Punti d’appoggio |
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| Rif. Favino (non sempre aperto) |
| Traccia gps |
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| download |
| Vetta |
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| M. Alpi (1900 mt) |
| Zona geografica |
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| Appennino Lucano |
INDICAZIONI STRADALI
Insieme a due nostri amici, nel giorno della vigilia del Santo Natale, abbiamo deciso di farci una bella passeggiata in montagna in vista dei futuri e abbondanti pranzi festivi.
Per poter effettuare questa splendida escursione, giungere nel comune di Castelsaraceno (PZ), paesino a confine tra due importanti parchi nazionali: quello Appennino Lucano Val D’Agri – Lagonegrese e quello del Pollino. Sorge a 916 m s.l.m. nella parte sud-occidentale della provincia, circondato da due maestose e incantevoli montagne: M. Raparo (1764 mt) e il fatidico e suggestivo M. Alpi. Il Monte Alpi è tra i rilievi più alti e più intatti dal punto di vista naturalistico dell’Appenino Lucano. Esso è costituito da due cime morfologicamente gemelle: Pizzo Falcone (cima del monte Alpi, 1.900 m s.l.m.), e Santa Croce (1.893 m s.l.m.). La formazione si presenta come una grossa zolla di forma cuneiforme che emerge in modo improvviso dal territorio circostante.
Giunti in paese, proseguire lungo la strada che conduce alla montagna e dopo qualche chilometro dal centro abitato svoltare al primo bivio sulla destra. Percorrere la tortuosa stradina e in prossimità di una fontanella svoltare di nuovo a destra sino a giungere a bosco Favino punto di partenza dell’escursione (1344 m s.l.m.).
Seguire la netta e ben segnalata traccia di sentiero (CAI 970) che si inoltra nell’incantevole bosco di faggi. Da subito il sentiero si presenta facile ma con una notevole pendenza che, per chi non è allenato, potrebbe risultare difficoltoso e stancante. Seguendo sempre la segnaletica man mano che si sale il bosco diventa meno fitto fino ad uscire sulla cresta della montagna. Da qui il paesaggio offre qualcosa di eccezionale con un panorama unico e indescrivibile. Oltre alla valle sottostante dell’alto Fiume Sinni e la diga di Cogliandrino (Comune di Lauria), è possibile ammirare anche:
– a nord la valle del Fiume Agri e il Monte Raparo (Parco Nazionale dell’Appennino Lucano);
– ad est i calanchi argillosi della valle del Fiume Sinni;
– ad ovest l’imponente Massiccio del Sirino (Parco Nazionale dell’Appennino Lucano val d’Agri-Lagonegrese) , la costa tirrenica e le vette più alte del Parco Nazionale del Cilento;
– a sud le vette più alte del Parco Nazionale del Pollino e in giornate particolarmente limpide anche la Sila.
Lasciando il bosco, seguendo sempre la segnaletica, si risale lungo tutta la cresta gustandoci il paesaggio che diventa sempre più suggestivo. Proseguendo su questo itinerario si incontra la cima Santa Croce (1.893 m s.l.m.) e successivamente la cima del Monte Alpi (1.900 m s.l.m.). Arrivati in vetta ci siamo concessi una breve pausa di “ristoro” ammirando sempre lo scenario che ci circonda.
Per il ritorno effettuare lo stesso percorso.
Per chi volesse variare (come abbiamo fatto noi) e addentrarsi in qualcosa di un pochino più impegnativo e tecnico, ridiscendere verso la cima Santa Croce e prendere la Niviera (il canalone sottostante). Percorrerlo interamente fino a riprendere la traccia del sentiero che riconduce al bosco Favino, punto di partenza della nostra escursione.
CONSIDERAZIONI
Questo itinerario, SOPRATTUTTO IN PRESENZA DI NEVE E GHIACCIO, è molto tecnico e pericoloso. Richiede buone conoscenze nell’uso di piccozza, ramponi e delle varie tecniche di progressione su ghiaccio. MOLTO PERICOLOSO E SCONSIGLIATO AI PRINCIPIANTI (diventa un’attività alpinistica).

