La montagna, come già accennato in altri post, è un ambiente che presenta molti rischi che possono colpire, in modo anche grave, il nostro organismo. Uno dei problemi che si può riscontrare in montagna è sicuramente quello del MAL DI MONTAGNA.

E’ una patologia che può colpire persone che salgono rapidamente e senza acclimatazione a quote superiori ai 2000 – 2500 mt; al disotto di tale quota, infatti, il mal di montagna è rarissimo. Il mal di montagna consiste in una serie di sintomi che possono essere più o meno gravi. Principalmente si hanno tre forme:

  • Mal di montagna acuto (AMS): In questo caso i sintomi sono soggettivi e non specifici e compaiono dopo qualche ora di permanenza in altitudine (generalmente sopra i 2000 – 2500 mt). Generalmente si presenta con cefalea e uno tra i seguenti sintomi: nausea, vomito, insonnia, vertigini e affaticamento eccessivo. Questo può capitare anche a persone che salgono sopra i 3000 mt con l’ausilio di mezzi meccanici (es. funivie). In genere i sintomi regrediscono nell’arco di 1 – 3 giorni se non si continua a salire di quota.
    Per prevenire tutto ciò basta fare una salita lenta, dando il tempo allìorganismo di acclimatarsi (non effettuare più di 600 mt al giorno di dislivello al di sopra dei 2000 mt), oltre che ad un’adeguata idratazione e introito calorico all’organismo. Inoltre non vanno mai sottovalutati i primi sintomi e, con la loro presenza, è consigliabile abbassarsi di quota in breve tempo.
  • L’edema polmonare (HAPE): L’edema polmonare si manifesta quando del liquido fuoriesce dai vasi e si diffonde negli alveoli polmonari impedendo il passaggio dell’ossigeno. Raramente compare al disotto dei 3000 mt. I primi sintomi, che devono essere considerati dei  campanelli d’allarme, sono: dispnea eccessiva per sforzi molti lievi, tosse stizzosa, elevata frequenza respiratoria. Nei casi più gravi il soggetto non riesce a stare sdraiato e può avere emissioni di secrezioni bronchiali schiumose e rosate. Per il trattamento bisogna immediatamente scendere di quota e somministrare ossigeno e farmaci. Inoltre porre al riparo il soggetto dal freddo.
  • L’edema celebrale (HACE): L’edema celebrale, come l’edema polmonare, può essere considerato un’evoluzione del mal di montagna acuto. Di solito non insorge al disotto dei 4000 mt e, oltre ai classici sintomi, si presenta con: atassia (mancanza di coordinazione nei movimenti), confusione, allucinazioni, vomito, fino alla comparsa del coma. L’HACE è dovuto all’incremento della pressione intracranica in risposta all’eccessiva desaturazione di ossigeno. Anche in questo caso la migliore soluzione è la discesa immediata (se possibile) e la somministrazione di ossigeno e farmaci; ricordare sempre di porre al riparo il soggetto dal freddo.

In conclusione possiamo affermare che per prevenire quanto detto, dobbiamo seguire alcune semplici regole, tra cui: salire lentamente, evitare sforzi intensi, mantenere una buona idratazione e NON SOTTUVALUTARE MAI I PRIMI SINTOMI.

Approfitto per ricordare a voi lettori che tutti questi post sono frutto di nostre esperienze e soprattutto, come in questo caso, da studi fatti su alcuni manuali (il post sul Mal di montagna è frutto dello studio dal manuale “ MEDICINA E SALUTE IN MONTAGNA”  di Annalisa Cogo).

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